venerdì 17 luglio 2009

Architettura e percezione sensoriale


“Possediamo oggi scienza esattamente nella misura in cui ci siamo risolti ad accogliere la testimonianza dei sensi, nonché nella misura in cui li affiniamo, li armiamo e insegniamo loro a “pensare” fino in fondo.” F. Nietzsche
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La percezione dell’ambiente antropizzato si è sviluppata attraverso il dominio del senso della vista e dell’udito a discapito degli altri sensi e delle possibili interazioni fra essi. Già nella Grecia classica il senso della vista aveva un importanza primaria per il processo di conoscenza: Platone e Aristotele consideravano la visione come la più importante facoltà dell’uomo perché più vicina all’intelletto. Nel Rinascimento, la rappresentazione dello spazio caratterizzata dall’invenzione della prospettiva ha fatto della vista il cardine del mondo percepito. Le moderne tecnologie digitali, basano il proprio rapporto con l’uomo esattamente sulla vista e sull’udito. Le informazioni vengono elaborate per essere percepite dall’occhio o dall’orecchio, la iper stimolazione visiva ed uditiva anestetizza le percezioni basate sulla totalità dei sensi, la realtà virtuale è priva di tutti quei segnali che, elaborati dal nostro cervello, ci aiutano ad avere una complessa concezione spaziale. Mentre la nostra esperienza del mondo si basa su una complessa integrazione dei sensi, l’architettura basata sulla fruizione superficiale viene pensata e realizzata per il solo senso della vista rendendola in questo modo pura immagine che non crea un ambiente sensorialmente interessante.
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Secondo l’architetto finlandese
Juhani Pallasmaa, l’architettura si è trasformata in un’arte visiva: invece di proporre la creazione di un microcosmo per l’esistenza umana e una rappresentazione del mondo incarnata, insegue immagini retiniche dalla comprensione immediata. Soltanto un’architettura che preveda un’esperienza multi-sensoria può essere significativa: uno spazio che si può misurare con gli occhi, il movimento il tatto, gli odori, che realizzi cioè una compresenza di sensazioni che mettano in rapporto l’intera percezione del nostro corpo con l’ambiente costruito.


Paul Virilio parla di abitante onnipolitano cioè di cittadino della “città senza limiti” che smarrisce i riferimenti spazio- temporali nel nuovo habitat prodotto dall’impoverimento di stimoli sensoriali. L’elemento caratterizzante è la constatazione della simultaneità dei luoghi e della compressione spazio-temporale che fanno dell’habitat o dell’ambiente un entità estranea al nostro corpo. Nella situazione di onnipolitano le persone diramano attività, ambizioni e progetti in molte e diverse direzioni, tutte viabili, nessuna definitiva. Nelle frequenti dislocazioni le persone non hanno più il tempo per “stare” e “sentire” la città e finiscono spesso in una situazione di privazione sensoriale. Secondo Gaetano Mirabella “ i sensi diventano sempre più ”estranei” perché sempre più coadiuvati da “protesi” tecnologiche, che riproducono tecnologicamente processi che appartengono all’uomo, rendendoli tuttavia per lui irriconoscibili. Sembra che l’uomo contemporaneo voglia abbandonare il suo statuto di individuo per innestarsi in un corpo più vasto trasformando l’onda isolata che rappresenta la sua mente, nel mare di una “presenza definitiva” Per essere parte attiva di questa intensa consapevolezza, si avverte che bisogna sparire come individui e divenire flusso che scorre senza ostacoli e senza opposizioni.

La percezione è una funzione la cui peculiarità consiste nel farci raggiungere degli oggetti nello spazio attraverso degli stati della nostra persona, i quali, a questo titolo, sono soggettivi e non spaziali ( H. Jonas, philosophische Untersuchungen und meta physische vermutungen) Gli strumenti di misurazione e le tecnologie di osservazione possono essere assimilati a protesi di senso mediante le quali percepiamo aspetti diversi del mondo, la cui configurazione cambia al variare del sistema di misura-osservazione: altri mondi appaiono in funzione al mezzo, la tecnica diventa ponte fra la mente e mondo, si potrebbe pensare ad una scoperta-generazione della realtà percepita attraverso il sistema di misura.
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La formalizzazione dello spazio collettivo non può non passare per una progettazione che tenga conto di processi polisensoriali nella fruizione del luogo, oltre al piacere visivo-estetico, lontani quindi dall’estetismo postmoderno, le relazioni umane negli spazi privati e collettivi saranno improntate sull’influenza fra cose e persone. Plasmare un mondo attraverso la globalità della percezione oltre alla sola astrazione visiva sarà un passo verso uno spazio umano sostenibile che si trasforma e si modella in sintonia con il nostro sentire. Pre-vedere simili luoghi significa avere a disposizioni tutti i dati del reale, e lavorare con le percezioni prevedendo mappature legate ai sensi che nella loro variabilità e interrelazione vanno a conformare nuovi sistemi di intendere il mondo. I mezzi tecnologici della percezione allargata saranno strumenti di progetto e di fruizione dei luoghi.

L’integrazione corpo-ambiente è alla base di un funzionalismo sensoriale caratterizzato da una integrazione fra artificio e natura secondo i dettami di una ecologia profonda che basa la sua essenza sull’autopoiesi dove l’uomo è perfettamente cosciente dei processi evolutivi dell’ambiente dato che avrà aumentato le sue capacità percettive e i suoi sensi non lo inganneranno sulla giusta direzione delle trasformazioni di cui egli è osservatore e fautore. L’ecosistema digitale”, nell’accezione che descrive la relazione tra dinamiche evolutive, reti informatiche e la capacità di tali sistemi di auto-organizzarsi deve integrarsi con l’ecosistema naturale e all’ambiente umano dove tutti i sensi contribuiscono alla fruizione-costruzione del mondo.
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Attore principale del costituirsi dell’ambiente-organismo vivente è l’uomo che interagisce con il contesto, i sistemi di interazione sono fondamentali per la perfetta integrazione uomo-natura: l’ambiente antropizzato può essere schematizzato secondo una disposizione di layer che interagiscono fra loro, i layer (livelli di percezione sensoriale) saranno alla base della prefigurazione del processo di creazione e fruizione dello spazio; essi sono delle mappe dimensionali relative alle caratteristiche fisico-chimiche del contesto e descrivono le caratteristiche della materia, i campi elettromagnetici, l’ambiente sonoro (soundscape), la composizione dell’atmosfera, le proprietà termiche etc.
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I Layer sono implementati all’interno di un software e permettono di decidere la direzione evolutiva dello spazio tenendo conto di una logica che pone il coinvolgimento uomo-natura ad un livello del sentire espresso in modo totalizzante ricordando però che, parafrasando
Merlau Ponty, questa è soltanto un ipotesi ausiliaria formulata per salvare il pregiudizio di un mondo oggettivo e prevedibile ma che obbiettivamente dobbiamo riconoscere l’indeterminato come fenomeno positivo: un territorio dove le analisi logico–scientifiche non possono dare un quadro sufficientemente completo ma possono però munirci di una matrice di trasformazione della realtà non secondo sistemi astratti ma con un linguaggio di confine fra il dominio dell’arte e quello della scienza.
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Bibliografia di riferimento
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Daniela Martellotti, Architettura dei sensi, Roma, Mancosu, 2004,

Renaud Barbaras La percezione, saggio sul sensibile, mimesis 2002
Anna Barbara Anthony Perliss Architetture invisibili, skira 2006R.
Murray schafer Il paesaggio sonoro, ricordi lim 2007
Gaetano Mirabella Pensiero liquido e crollo della mente Palladio editrice di Salerno
Maurice Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione, a cura di Andrea Bonomi, Milano, Il Saggiatore
Juhani Pallasmaa, Gli occhi della pelle. L’architettura e i sensi, Milano, Jaca Book, 2007,, (I. ed. britannica, 2005).

lunedì 29 giugno 2009

INCREDIX LAB DESIGN


INCREDIX LAB DESIGN

è un laboratorio di design di ricerca, nel nostro laboratorio ricerchiamo e sperimentiamo la materia, per nuove espressioni del BELLO per allestimenti ed exhibition design, per lavori su commissione e per progettazioni di interni, per prodotti di industrial-design o per consulenze per aziende, progettiamo e autoproduciamo design d'autore, lampadari, luci-scultura,mobili,archi-sedute,oggetti-pensiero,e opere di design-art; tutto parte dalla materia,dalle modernissime resine all'antichissima pietra fino agli oggetti di recupero fatti rinascerere per nuovi messaggi http://www.incredix.it/home.html

mercoledì 27 maggio 2009

Turning Flat Tower Dubai

domenica 10 maggio 2009

Bacteria Powered Fuel Cells


http://www.tr.yamagata-u.ac.jp/~nkaku/MFC1.jpg

Il passaggio tra una societa industriale alla societa della conoscenza ( Knowledge Based Bio-Economy) comporta lo sviluppo di strategie capaci di superare la inefficienza delle concezioni meccaniche che hanno indotto a trascurare la poca efficenza della combustione, e quindi hanno condotto a creare metodologie inquinanti di utilizzazione della energia come calore. La energia in tutta la cultura meccanica occidentale e'stata preferenzialmente considerata come derivante dal Fuoco, come si ricorda dalla leggenda di Prometeo. La concettualita scientifica sviluppata dalla scienza meccanica in epoca industriale ha pertanto creato la nostra dipendenza da le sostanze che bruciando producono calore e che quindi generano energia, ma contemporaneamente producono inquinamento dell' aria dell' acqua e del suolo della terra . Lo sviluppo industriale basato sulle conoscenze “meccaniche” determina oggi forti dis-economie di scala proprio in quanto il sistema di sviluppo industriale sta diventando con tutta evidenza insostenibile essendo deleterio per la stessa vita dell' uomo sul pianeta.

· Pertanto inizia l' epoca Post GENOMICA che va oltre l' immaginario di Prometeo ( Beyond Prometeus ERA . European - Research Area of no-thermal energy usage) la quale e' basata sullo sviluppo delle scienze della vita e piu in generale sulla ricerca di produzioni di energia non derivanti dal calore ma direttamente dal sole dal vento dalle acque e dalla terra.
· In questo contesto di superamento del Paradigma di Prometeo, si collocano anche le ricerche e le applicazioni delle BIO-FUEL CELLS (BFC) che ricavano elettricita' da terreni o fanghi contenenti acqua e batteri tra i quali esistono speciali ceppi “elettrogenici”.
· Infatti si puo ottenere energia elettrica dalla energia biochimica dei batteri esistenti nell' humus del suolo, senza passare attraverso la energia termica, proprio in quanto il calore e' energia degradata,in quanto solo in grandi quantita' e' convertibile con una efficienza bassa ( meno del 40% calcolabile teoricamente dal Ciclo di Carnot) in atre forme di energia meccanica o elettrica con enorme spreco energetico e grande generazione di inquinanti.
Batteri http://www.ecologiae.com/motore-batteri-nanotecnologie/4831/


· E' quindi oggi possibile costruire apposite celle a combustibile microbiche , che utilizzano batteri selezionati “elettrogenici” , normalmente capaci di agire in condizioni anaerobiche, migliorando il rendimento delle sperimentazioni fatte direttamente sul terreno , in modo che le BFC possano utilizzare vari materiali organici ( fogliame, erba, carta, fieno letame, ed molti altri materiali organici di scarto ) che quel particolare ceppo di batteri selezionati, riesce a degradare, liberando elettroni che possono entrare nel circuito elettrico producendo corrente.
· Infatti quando i microbi respirano in condizioni di carenza di ossigeno (respirazione anaerobica) , estraggono elettroni dalla fermentazione di materiali organici e quindi questi possono trasferirli ad elettrodi di metallo o di altri elementi , producendo bio-elettricita’ .
· Ho iniziato ad interessarmi delle BFC per l' Africa, per una collaborazione con il CENTRO IDEE del BENIN ( 23-27-Aprile/2009) , pensando ad una semplice possibilita' di illuminazione della capanne esistenti ancora in vaste aree dell' Africa.
· Di ritorno dall' Africa ho partecipato al Convegno sulla “Bio-elettricita microbica” ( del 08 Maggio 09 al Polo Scientifico di Sesto F.NO, i cui atti possono essere richiesti al prof Renato Fani , r_fani@dbag.unifi.it), dove varie relazioni hanno delineato lo stato dell' arte sulla bio-conversione in elettricita' facendo il punto sulle possibilita di sviluppo delle BIO-FUEL CELLS per ottenere fonti alternative di energia , mentre ceppi selezionati di batteri purificano per digestione degli inquinanti organici le acque reflue degli scarichi cittadini.
· Lo studio delle migliori configurazioni delle Celle a BIO-FUEL e' assai recente, pertanto tali studi si accentrano oggigiorno tra lo studio delle bio- e delle nano tecnologie . Infatti con le nanotecnologie si evitano dispersioni della energia prodotta, e si riesce meglio a concentrarla e contenerla in celle sempre piu' miniaturizzate da renderle in un futuro prossimo sistemi facilmente commercializzabili.

- Biblio On Line -

(1)Beyond prometeus management:


venerdì 3 aprile 2009

JUNGLE TOWN - Eco sustainable village in Dubai (UAE)

mercoledì 18 marzo 2009

Design Magazine


The Turning flat on Design magazine http://www.press-italia.com/

giovedì 12 marzo 2009

World Builder

giovedì 19 febbraio 2009

Turning Flat tower


Typology of intervention: mixed use eco sustainable tower concept design Location: Dubai U.A.E Designers : Arch. Claudio Catalano http://www.claudiocatalano.com/ Purchaser : Emirates Developers

The turning flat tower intends to be the organic answer to the rising use of renewable energies in architecture and especially on high buildings, aiming to an integration of the building with the energy climatic reality of the place . An organic building is conceived by principles of development originated from the interaction with the energy and its exploitation. Shape, structure and energy are the three variables on the basis of the concept. The building is developed up right and dynamically as a plant that takes up its shape from the outward elements which it interacts with. The tower is altogether 361metres high and with 73 floors destined to hotels, restaurants, conference halls and offices for a whole area of 84.400 square metres. The covering and the inner parts were conceived as an intricate circulatory system that allows the cooling of the air and outside such a system made up of solar syphons permits the natural ventilation on the different storeys, the system of ventilation gives the tower its typical slenderness. The 90° rotation, according to the vertical axis, gives more dynamism to the whole and optimizes the natural ventilation, whereas the attics are fixed to the central bearing wall and to these the front and the inner circulating systems; about the front opaque elements it will be used aluminium with an integration of photovoltaic equipment that will be also used for the transparent curtain wall areas. The natural cooling system and the integrated photovoltaic system guarantee the energy self-sufficiency of the tower. The turning flat introduces the concept of sound planning connected to the concept of tower typology: it is formed in such a way that by the impact of the wind and the flow of thermal current its walls produce harmonic sounds so that to create a resonant habitat only hardly perceptible, but that contributes to link the tower to the place where it originated; the acoustic design becomes an integral part of the architectural concept with the hope that whole towns can pay attention to their environment and sound features getting rid of the white noise that marks the current acoustic pollution.

sabato 14 febbraio 2009

BEYOND PROMETHEUS MANAGEMENT

http://img478.imageshack.us/img478/4909/pandfq1.jpg
Paolo Manzelli ; pmanzelli@gmail.com ; www.edscuola.it/lre.html ; www.egocreanet.it

Abstract :In Greek mithology Prometheus was a Titan wo made human beings out of natural life . He stole fire from haven to help humans to be free from the power of Zeus. Beyond Prometheus is today a strategy to find be a new agreement with the opportunities of evolution of nature based on creative research development.

La maggior parte dei dibattiti contemporanei sulla crisi ed il suo superamento, iniziano con la necessita di rileggere il mito di Prometeo per creare una nuova strategia di sviluppo eco-sostenibile basato su produzioni che non fanno riferimento a concezioni meccaniche di utilizzazione di energia calorica , come sono ad es. le nano e le bio tecnologie e le fonti alternative di energia. Ricordiamo una traccia del mito di Prometeo ( nome che trae il suo significato da colui che ha premeditato) . Prometeo nell' antico mito Greco era un Titano (semi-dio) che insegno agli umani l' uso del fuoco provocato dai fulmini di Zeus provenienti dal cielo, per indirizzare gli uomini contro le leggi della natura gestita dal potere degli Dei dell' Olimpo. ZEUS, come viene descritto nel poema epico di Esiodo"la Teogonia"(VIII secolo a.C.circa) sentendosi tradito, decise di vendicarsi di lui e della razza dei mortali infedeli, ed ordinò al dio artigiano del legno Efesto ed agli altri dei di incarnare un nuovo tipo di essere umano,affascinante ma perfido. Cio fatto, pertanto invio la bellissima Pandora (una donna curiosa ed ambiziosa) a portare nuovi doni sulla terra, per sposare l'ingenuo fratello di Prometeo Epimeteo . Pandora recò con sè il vaso d'argilla donatole da Zeus , il leggendario contenitore di tutti gli influssi sopranaturali, il dolore, la fatica, la malattia la pazzia e altri mali psicofisici prima di allora sconosciuti al mondo degli uomini. Quando Pandora spinta dalla curiosità, apri il dono di nozze, il terribile contenuto si spigiono' fuori e si propagò, lasciando che soltanto la speranza, in forma di una rondine, restasse nel vaso, come possibile ripensamento. A Prometeo Zeus riservò una punizione senza speranza. Efesto incatenò Prometeo ad una rupe solitaria dove ogni giorno un'aquila in volo veniva a cibarsi strappando il fegato del prigioniero per divorarlo;ma Prometeo essendo un semi-dio non poteva mai morire, cosi che ogni notte il suo fegato ricresceva e l' aquila ripeteva la tortura ad ogni sorgere del sole. La punizione di Prometeo fu il tema della tragedia teatrale "Prometeo incatenato"(455 a.C.circa) tradizionalmente attribuita al drammaturgo ateniese Eschilo, che contiene la previsione che con il permesso di Zeus infine Prometeo sarebbe stato liberato per evitare il piu' completo disastro della natura. La crisi odierna dello sviluppo fa pertanto riferimento all' antico mito di Prometeo ed alla “speranza” e cioe' che lui stesso potesse liberarla facendo volare la rondine dopo ever rotto il vaso di Pandora . Poiche il fuoco ( energia calorifica) è il mezzo con cui la scienza e tecnologia "meccaniche" hanno permesso uno sviluppo capace di distruggere progressivamente l' ambiente naturale ed anche hanno insegnato aglio uomini di distruggersi l' un l' altro come era stato voluto alla punizione di Zeus. Il mito di Prometeo , come disse Platone, descrive infatti come il fuoco ha dato origine alla tracotanza e causato grandi guerre tra gli esseri umani; non e' un caso che il premio Nobel sia stato istituito dall' inventore della Dinamite, dopo che suo fratello mori per l' esplosione della sua fabbrica.Pertanto, oggi coesistono le due prospettive adottate nel dibattito contemporaneo e manageriale sulla tecnologia, troviamo infatti alcuni manager che vogliono vedere Prometeo agire contro natura favorendo una umanità che ambisce ad esercitare il massimo il potere del fuoco nel distruggere la natura, e gli altri invece che iniziano a vedere come il Prometeo "Incatenato" sappia aprirsi ad un ripensamento cosi da avere il coraggio di spezzare le catene ed aprire il vaso di Pandora alla speranza di un rinnovamento futuro dello sviluppo e ristabilire la pace tra gli umani. Lo scontro culturale odierno tra due tipologie di management tecnologico e' davvero titanico; la diversita' delle due aree di pensiero si puo sinteizzare tra coloro che tradizionalmente procedono nell' idea di progresso perseguendo strategie competitive basate sul potere del fuoco, ed altri che di recente prediligono lo sviluppo di una intelligenza connettiva, per attuare un deciso cambiamento, basato la creazione di network cooperativi a grande impatto comunicativo, guidati dalla ricerca di nuove strategie di conoscenza, alla scoperta dei segreti piu' intimi della natura con la intenzione di farla evolvere anziche' finirla di distruggere.La attuale crisi soffre quindi di una effettiva “criticita culturale” la quale impedice alla gente di capire cosa sta avvenendo ; pertanto anche l' aver tratteggiato in questo breve scritto quale sia il nodo del contendere, rifacendosi a una far capire l' antica origine dello scontro culturale odierno tra due sostanziali impostazioni del rapporto tra scienza ed economia , puo' essere utile a coloro che piu' per ignoranza che per incapacita si trovano a prediligere lil management sociale ed economico di coloro e tentano di riformare e revisionare la vecchia ed obsoleta strategia dello sviluppo meccanico, anziche favorire lo sviluppo creativo basato sulla ricerca delle nuove opportunita di produzione e sviluppo. Su questo fronte, oggi minoritario, “CREATIVE CLASS NET” ha optato di schierarsi per favorire la seconda area di sviluppo concettuale e produttivo, collaborando alla strategia di management del cambiamento creativo, nella quale produrre significa anche creare una cultura capace di supportare l' innovazione scientifica e tecnologica delle nano e bio-tecnologie nonche' delle forme di energia alternativa , al fine di superare, almeno a lunga scadenza , ogni logica di sfruttamento meccanico della natura basato su il calore come fonte di energia infrarossa.

martedì 10 febbraio 2009

BEE’S - 2007 Susana Soares Design


BEE’S explores how we might co-habit with natural biological systems and use their potential to increase our perceptive abilities. We have always co-existed with these systems, but their potential was unknown.
The overall project aims to create platforms to generate sustainable symbiotic links where the potential of those natural systems around us can be wisely used.
The project is based on ongoing research about insects’ phenomenal odour perception, in particular bees. They can be trained within minutes using Pavlov’s reflex to target a specific odour and their range of detection includes chemical threats, toxins and diagnosing diseases.
The first developments consist in a series of alternative diagnosis tools that use trained bees to perform a health check up and detect diseases in someone’s breath.
Those glass objects have a smaller chamber that serves as the diagnosis space and a bigger chamber where previously trained bees are kept.
People would exhale and the bees would rush into the smaller chamber if they detect something.
One of the aims is to develop collaborative relations between science and design translating the outcome into systems and objects that people can understand and use.

lunedì 19 gennaio 2009

ECOBAY: photovoltaic waterfront in Dubai

Claudio catalano Architect

Location: Dubai Area waterfront 340.000 sqm, Length forehead sea 3.180 mt, Residential area 112.000 useful sqm, Gemstone hotel n. 10 towers h. 90 mt, area sqm 25.000 for every tower, Mall and mixed use 400.000 sqm, Bay tower hotel height 170 mt. area mt. 35.000, All the structures will be endowed with panels and systems of photovoltaic façade, Other systems photovoltaic will be integrated in the park, Energy solar Dissalatoris will furnish necessary water to the growth of the varied arboreal kinds, The whole waterfront will exclusively be pedestrian and the automobiles will have access to the inferior level with situated parking lot on the central axle under the mall and the blocks residential elevators and mobile staircases will directly bring to the plan of the park.Aggiungi immagine

mercoledì 14 gennaio 2009

Finalità del progetto Science&Design


Science&design nasce come open network di scienziati, designer, artigiani, e artisti, la cui funzione è quella di favorire la produzione di nuove idee, tecnologie e contenuti. Questo nucleo sarà circondato da un ampio gruppo di professionisti nel mondo degli affari, che tramuteranno in prodotto il valore delle idee. Il progetto intende porre in comunicazione diretta il settore artigiano e industriale con le nuove opportunità tecnologiche offerte dalla ricerca sui materiali, in modo da sviluppare una rete di imprese che possa integrarsi come fornitori e partner nel campo delle bio e nanotecnologie e dei materiali interattivi. Il progetto science&design avrà come scopo fondamentale la trasmissione della conoscenza attraverso la rete e workshop e seminari formativi. Le imprese artigiane, i designer e tutti gli attori della progettazione e della produzione possono ottenere una maggiore visibilità e credibilità sul mercato, contatti facilitati con il mondo delle imprese scientifiche, un’offerta più efficace di prodotti e servizi specifici oltre allo studio di nuovi progetti innovativi.Con la rete science&design i ricercatori, le imprese e i laboratori possono trovare un unico referente per le proprie necessità, maggiore facilità di ricerca di una particolare impresa, e proposte di sviluppo di nuovi prodotti e servizi per future ricerche scientifiche.

Mind Chair



http://www.betatank.net/mind-chair.html


A Sensory Substitution Project
You can't see with your skin. Or can you?
In 1969, Prof. Paul Bach-y-Rita attached an array of solenoids to the back of a dentist's chair and produced astonishing results. "You don't see with the eyes. You see with the brain," he observed.*
By building the Mind Chair we are reviving this technology for sensory substitution. A movie camera is attached to an enhanced grid of 400 solenoids installed in the back of the Mind Chair. People are able to sit in the chair, close their eyes and concentrate on the images which are vibrated into their backs by the solenoids.
Science labs have been investigating this technology as a means of helping the blind. We think it shows the brain's ability to process alternative inputs, opening many more possibilities.
Could we see text messages or images internally? What if we can process more than one visual signal at a time? Could we educate our brains differently from childhood?
The working Mind Chair is our research prototype. With it we investigate these questions.


http://www.betatank.net/mind-chair-polyprop.html
Mind Chair – 'Polyprop'
Beta Tank + Peter Marigold

The Mind Chair 'Polyprop' is a model of an ordinary polypropylene chair which is fitted with sensory substitution technology.
It suggests a future in which every class room makes use of our ability to see with our skin. Children lean back in order to experience a more involved way of learning. – A learning experience which is supported by internal images and personal concentration phases.


lunedì 5 gennaio 2009

Philips interactive concepts

Morpho butterflies



Many butterfly species use light-interacting structures on their wing scales to produce color in a way that suggests a novel model for producing environmentally-benign coloration with unique and valuable properties. The cuticle on the scales of these butterfly species’ wings are composed of nano-sized, transparent, chitin-and-air layered structures that, rather than statically absorb and reflect certain light wavelengths as pigments and dyes do, selectively cancel out certain colors through wavelength interference while reflecting others, depending on the exact structure and interspatial distance between diffracting layers. This system of producing color allows for the dynamic control of light flow and wavelength interaction, which butterflies rely upon for camouflage, thermoregulation, and signaling. Human-made systems of structurally-produced color are now being designed which do not require the toxic heavy-metals or manufacturing methods common to many pigments and dyes (e.g., for iridescent fabrics and cosmetics), and to create high-performance electronic color displays by actively varying the interspatial distances of light-interacting layers (e.g., for cell phones), which can change colors rapidly, remain vibrant under low-light conditions, and require less energy than other electronic display methods.

sabato 3 gennaio 2009

The Soft House

http://www.inhabitat.com/2008/06/12/solar-harvesting-textiles-energize-soft-house/


The SOFT HOUSE by KVA MATx transforms the household curtain into a set of energy harvesting textiles that distribute renewable electrical power, adapt to the changing space needs of living and working in a compact home and generate up to 16,000 watt-hours of electricity—about half of the daily power needs of an average household in the United States.KVA MATx was commissioned by the Vitra Design Museum to present designs for the pre-fabricated SOFT HOUSE and develop full scale energy harvesting textile prototypes. The SOFT HOUSE research group at KVA MATx demonstrated how the existing performance parameters and material possibilities of organic photovoltaic (OPV) nanotechnology could offer a hybrid energy and space making solution by providing renewable DC power for solid state lighting and work tools such as laptops, digital cameras, WiFi and cell phones.Translucent movable curtains along the SOFT HOUSE perimeter convert sun light into energy throughout the day, shade the house and form an insulating air layer for the building envelope. Integrated into the design of a skylight, a central energy harvesting curtain can be lowered to create an instant habitable room. Folded upward, the central curtain becomes a suspended soft luminous chandelier that defines the open living area with integral solid state lighting.The principles of the SOFT HOUSE energy network--simplicity, adaptability, and intelligent co-operation among individual contributing elements--are extended into the architectural design and fabrication of the SOFT HOUSE. Parametric design software, developed for the SOFT HOUSE project, allows the homeowner to customize the energy density of the textiles according to need and guides the relationship of building form to site. Multiple flat, pre-fabricated bamboo plywood beams interlock to form a grid shell structure which can be customized through digital fabrication allowing the SOFT HOUSE to accommodate a range of different site orientations. http://kvarch.net/

venerdì 2 gennaio 2009

Feedback




Il lavoro della designer Milena L’annunziata http://www.milastudio.it/ è incentrato sulla trasformazione della materia nella sua intima tessitura, deforma la struttura superficiale e interna per conferirgli espressione plastica, un procedimento artigianale che nella serie di specchi qui proposti non è dato per la sola fruizione visiva ma soprattutto tattile: toccare lo specchio significa toccare una proiezione di se stessi per stabilire un collegamento fra l’io e la materia.
IL tatto trasmette sensazioni così come le riceve: veniamo a contatto con noi stessi. Il tatto è attivo e passivo, stabilisce un collegamento con una realtà fuori di sé, richiede fiducia nel mondo.
Lo specchio tattile, da accarezzare crea un feedback di stimoli sensoriali che sottendono percezioni dello spazio con un raggio d’azione diverso, la lontana riflessione dello specchio e il ravvicinamento dell’esperienza tattile, dal pubblico al privato , l’esperienza visiva è in fondo un esperienza pubblica condivisibile mentre l’atto di toccare entra nella sfera privata ravvicinata , la cornice diventa allora medium, fra illusione e corporeità e crea un cortocircuito sensoriale fra l’essere e l’apparire.




lunedì 29 dicembre 2008

Aerogel


L'aerogel è una sostanza allo stato solido simile al gel nella quale il componente liquido è sostituito con gas. Il risultato è una schiuma solida con parecchie proprietà particolari, la più importate delle quali la sua efficacia nell'isolamento. Viene soprannominato fumo ghiacciato, fumo solido o fumo blu per la sua trasparenza; ad ogni modo al tatto sembra gomma piuma.
L'aerogel fu creato per la prima volta da Steven Kistler nel 1931, come il risultato di una scommessa con Charles Learned chi avrebbe scambiato per primo (fra i due scienziati) il liquido di una "gelatina" con del gas senza causarne il collassamento. Il primo risultato furono i gel di silice. Per l'aerogel possono essere usati materiali molto diversi; il lavoro di Kistler portò ad aerogel basati su silicio, alluminio, cromo, e stagno. Aerogel di carbonio furono sviluppati per la prima volta nel 1990.
L'aerogel è la sostanza solida meno densa conosciuta, ovvero la più leggera per metro cubo; è composta dal 99,8% di aria e dal 0,2% di diossido di silicio (silice), il principale componente del vetro. L'aerogel è 1000 volte meno denso del vetro, sopporta altissime temperature ed è un ottimo isolante termico.

martedì 23 dicembre 2008

Nanotecnologia molecolare

http://www.bowlesphysics.com/nano/

La nanotecnologia molecolare rappresenta il livello più avanzato e ambizioso delle nanotecnologie: ha l’obiettivo di costruire dispositivi, o vere e proprie macchine di dimensioni molecolari mediante l’impiego di assemblatori molecolari, che realizzano su scala atomica quello che le tradizionali catene di montaggio eseguono su scala macroscopica.
Qual è il concetto di crescita molecolare? A partire dalle molecole, si arriva alla produzione di nano-robot, che sono in grado di auto-replicarsi fino alla possibilità di disporre di una forza lavoro enorme costruita da robot, o da robot assemblatori che sono in grado di costruire praticamente tutto, che sono stabili sotto il profilo chimico e che l’uomo è in grado di definire con estrema precisione. Questi robot traggono l’energia dall’elettricità e dalle sostanze chimiche.
Nel 1976 Eric Drexler, conosciuto come padre fondatore delle nanotecnologie molecolari, ha pubblicato un libro dal titolo Macchine di creazione, in cui egli parla di una nuova rivoluzione industriale del millennio a venire. Per gli architetti, questo significa una nuova fase nell’evoluzione delle strutture realizzate dall’uomo, senza necessità di manodopera e senza fabbriche.
Le sostanze chimiche verranno dall’atmosfera, dall’acqua, dal suolo: a questo punto non ci saranno più emissioni inquinanti. Saranno necessari dei materiali da costruzione, useremo aria, suolo, acqua e tutto quello che dobbiamo portare sul cantiere è un codice, a partire dal quale potremmo realizzare una forma in evoluzione. Le nanotecnologie molecolari produrranno energia pulita e abbondante e miglioreranno l’ambiente. La forma delle cose non sarà statica e immutabile ma potrà essere variata attraverso l’opera di migliaia di nanomotori.C’è poi la possibilità di fondere le sostanze, come nella vita animale, la sostanza ossea, il tessuto muscolare, il tessuto nervoso, la cute: e alla fine abbiamo la continuità senza interruzione. Non ci sarà mai più la separazione fra materiali. Non avremo il vetro che si scontra con l’acciaio, o il legno che si scontra a sua volta con un altro materiale. L’intero processo di crescita ci consente una continuità fluida da una sostanza all’altra.
http://www.arcspace.com/books/john_johansen/nano.html


L’architetto John Johansen, formatosi sotto la guida di Walter Gropius ad Harvard, è stato uno dei precursori dell’Informale e un maestro dell’architettura d’oltreoceano. Si sta dedicando con passione e impegno a portare avanti alcune ricerche su quella che possiamo definire una delle più difficili e affascinanti scommesse della convergenza tra tecnologia e architettura: Le sue indagini architettoniche si muovono ai limiti della realtà, sono progetti viventi nei quali le applicazioni di nanotecnologie prendono forma e diventano futuristici edifici auto-generativi. Il lavoro di ricerca si fonda sui principi che in natura regolano la crescita degli organismi in cui la tecnologia è in completa sintonia con l’ambiente in quanto governata dalle medesime dinamiche generative. È architettura che fa proprie le modalità della natura, che cresce e si ramifica a partire dai “semi tecnologici“ dei dispositivi di codifica. Lui stesso parla di Morfabilità, ossia la capacità di un edificio di mutare conformazione a seconda dei bisogni specifici. Il tradizionale elaborato esecutivo in questo caso perde senso. Dunque, non più dettagli tecnici di nodi e giunzioni, ma un codice genetico che rimpiazzerà ogni specifica. Gli architetti inizieranno dallo schizzo progettuale, o dalla modellazione, per poi rendere ingegnerizzabile il tutto. Poi, si procederà con la modellazione molecolare, ed infine convertito in codice. Johansen sottolinea che solo di recente si è cominciato a intendere appieno le modalità della crescita molecolare, e che quindi le prospettive di messa a punto di un codice genetico che consenta all`artefatto architettonico di autoprogettarsi sono per il momento puramente ipotetiche. Quello che va colto in queste ricerche è il profondo mutamento intervenuto nei concetti stessi di "natura" e di "architettura", il cui rapporto risulterebbe impoverito se lo si limitasse a semplici indicazioni ambientalistiche o ecologiche. In verità, siamo di fronte a trasformazioni talmente radicali da imporre nuovi criteri di analisi e di critica, i quali pongano in primo piano anzitutto i modelli abitativi, e quindi le esigenze di una società umana sempre più integrata, nella quale il problema dello spazio abitativo va configurandosi in termini assolutamente nuovi. Prioritariamente egli mira alla definizione di una tecnologia a tal punto capace di riprodurre i processi naturali da garantire una perfetta compatibilità con l`ambiente.

lunedì 22 dicembre 2008

Engines of Creation 2.0: The Coming Era of Nanotechnology